L'ICE nel 2026: nuovo vertice del DHS, detenzioni record e numeri dei rimpatri
Nel 2026 il Dipartimento della Sicurezza Interna ha cambiato guida e l'ICE ha toccato livelli record di detenzioni e rimpatri. Che cosa dicono i dati ufficiali, che cosa non dicono e perché le cifre circolate sui media non sempre coincidono.
L'ICE — Immigration and Customs Enforcement — è l'agenzia che applica le leggi sull'immigrazione all'interno degli Stati Uniti. La sua struttura e le sue funzioni sono spiegate in che cos'è l'ICE e come funziona. Questa pagina aggiorna il quadro al 2026, un anno in cui sono cambiati sia i vertici politici sia la scala delle operazioni.
Il cambio al vertice del DHS
L'ICE dipende dal Dipartimento della Sicurezza Interna (DHS). Il 5 marzo 2026 il presidente ha annunciato la sostituzione della segretaria Kristi Noem, destinata a un nuovo incarico come inviata speciale per l'iniziativa di sicurezza «Shield of the Americas». Al suo posto è stato nominato il senatore dell'Oklahoma Markwayne Mullin, confermato dal Senato a fine marzo 2026 con 54 voti favorevoli e 45 contrari. Secondo diversi osservatori il cambio ha riguardato più lo stile che la sostanza della politica migratoria. Le comunicazioni ufficiali del dipartimento sono sul sito del DHS.
I numeri ufficiali
L'ICE pubblica periodicamente dati su arresti, detenzioni e rimpatri nella pagina statistiche e nella sezione sulla gestione della detenzione. Secondo i dati diffusi a luglio 2026 e riportati dalla stampa:
- nell'anno fiscale 2026, iniziato il 1° ottobre 2025, i rimpatri registrati fino all'11 luglio 2026 erano 356.389, già più dei circa 320.000 contati per l'intero anno fiscale 2025;
- le persone in detenzione erano 65.765, un livello mai raggiunto prima dell'attuale amministrazione;
- il record storico di rimpatri annuali resta quello dell'anno fiscale 2013, con circa 438.000 casi.
L'anno fiscale si è chiuso il 30 settembre 2026; alla data di questa pagina i dati definitivi dell'intero anno non risultano ancora pubblicati.
Perché le cifre non coincidono Nel dibattito pubblico circolano numeri molto diversi. Una parte della differenza dipende da che cosa si conta: i rimpatri dell'ICE sono una categoria precisa, distinta dai respingimenti alla frontiera, dalle partenze volontarie e da quelle incentivate. Quando si legge una cifra, conviene sempre chiedersi da quale fonte viene e che cosa include.
Risorse e capacità
La crescita delle operazioni è stata resa possibile dalla legge di bilancio del luglio 2025, che ha destinato all'immigrazione risorse senza precedenti, compresi decine di miliardi per ampliare la capacità di detenzione. L'aumento del personale e dei posti letto si è tradotto in più arresti all'interno del Paese, non solo alla frontiera. Il quadro numerico della prima metà dell'anno era già stato raccontato in la stretta migratoria in cifre.
Le procedure più rapide
Accanto alle risorse, il 2026 ha visto l'estensione degli strumenti procedurali. In giugno una corte d'appello federale ha consentito di applicare l'espulsione accelerata, senza udienza davanti a un giudice, anche lontano dalla frontiera, a chi non dimostra due anni di presenza negli Stati Uniti: vedi espulsione accelerata. Il funzionamento generale delle espulsioni è in deportazioni ed espulsioni.
Che cosa significa per gli italiani
Per turisti, studenti e lavoratori in regola l'impatto diretto resta limitato, ma i controlli interni più frequenti rendono importante avere con sé i documenti e conoscere i propri diritti: le indicazioni pratiche sono in controlli dell'ICE: documenti e diritti. Va ricordato che solo la cittadinanza mette definitivamente al riparo dall'espulsione: anche un residente permanente può perdere lo status in casi previsti dalla legge, come spiega il confronto fra green card e cittadinanza.
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