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Deportazioni ed espulsioni dagli Stati Uniti: come funzionano

Come funzionano le espulsioni (removals) dagli USA: procedure, detenzione, espulsioni accelerate, la questione dei Paesi terzi e le tutele giudiziarie. Una spiegazione chiara e non di parte.

“Deportazione” è il termine giornalistico per quella che nel linguaggio tecnico statunitense è l’espulsione (removal): l’allontanamento forzato dal territorio di una persona priva del diritto di restarvi. È uno dei temi più caldi della cronaca recente. Vediamo come funziona davvero, senza allarmismi e senza minimizzare.

Chi può essere espulso

In linea di principio è soggetto a espulsione chi si trova negli Stati Uniti in posizione irregolare: chi è entrato senza autorizzazione, chi è rimasto oltre i termini del proprio visto (overstay) o chi ha violato le condizioni del proprio status. Esistono procedure e tutele diverse a seconda dei casi.

Le procedure principali

  • Espulsione ordinaria — passa di norma da un procedimento davanti a un giudice dell’immigrazione, con possibilità di difesa e di chiedere forme di tutela.
  • Espulsione accelerata (expedited removal) — una procedura più rapida, con minori passaggi giudiziari, applicabile in determinate condizioni.
  • Detenzione — in molti casi la persona viene trattenuta in un centro di detenzione in attesa della decisione o dell’allontanamento.

Secondo diversi report, negli ultimi tempi il numero di persone in detenzione ha raggiunto livelli record, e l’amministrazione ha puntato a limitare l’accesso alle udienze sulla libertà su cauzione (bond hearing) per chi è trattenuto.

I numeri (verificato ad agosto 2026)

Le cifre variano moltissimo a seconda della fonte e, soprattutto, del modo di conteggiare: va distinta l’espulsione formale (removal, con un provvedimento) dalla partenza volontaria (return), e nessuna delle due coincide con il numero di ordini di espulsione emessi dai giudici dell’immigrazione.

Conta poi moltissimo quale perimetro si sceglie. Le cifre più ricorrenti sono queste:

  • Una ricostruzione del New York Times stima intorno a 500.000 gli allontanamenti nel primo anno della nuova amministrazione, sommando circa 230.000 persone rimosse dall’interno del Paese e circa 270.000 alla frontiera.
  • L’ICE, per il proprio anno fiscale 2025 (ottobre 2024 – settembre 2025), ha dichiarato circa 442.000 allontanamenti complessivi. Attenzione: quell’anno fiscale comprende anche gli ultimi mesi dell’amministrazione precedente, e non include i numeri del CBP.
  • Stime indipendenti sono più basse: il Migration Policy Institute colloca le espulsioni ICE intorno alle 340.000, altri tracker ancora sotto.
  • Il DHS rivendica totali sensibilmente più alti, che però sommano espulsioni formali, respingimenti alla frontiera e partenze volontarie.

Non sono numeri in contraddizione fra loro: misurano cose diverse su periodi diversi. Quando si legge una cifra sulle deportazioni conviene sempre chiedersi chi conta (ICE, CBP o entrambi), che cosa conta (espulsioni formali, respingimenti, partenze volontarie) e su quale periodo (anno fiscale o anno solare). Per le cifre ufficiali fai riferimento alle statistiche pubblicate dall’ICE.

La questione dei Paesi terzi

Un punto giuridicamente delicato riguarda le espulsioni verso Paesi terzi, cioè diversi da quello d’origine della persona. Il 25 febbraio 2026 il giudice federale Brian Murphy, del tribunale distrettuale del Massachusetts, ha dichiarato illegittima questa pratica in una class action, ritenendo che violasse la legge sull’immigrazione e le garanzie del due process: l’amministrazione deve dare un preavviso effettivo e la possibilità concreta di contestare l’allontanamento prima di eseguirlo verso un Paese terzo. È un esempio di come molte misure restino oggetto di contenzioso e possano essere sospese o riviste dai tribunali.

Un quadro in movimento Procedure, numeri e regole cambiano rapidamente e sono spesso al centro di cause giudiziarie. Le informazioni qui riportate hanno scopo divulgativo: per un caso concreto serve un avvocato abilitato in immigrazione statunitense.

Per capire chi conduce queste operazioni vedi Cos’è l’ICE; per il contesto politico, le politiche migratorie di Trump.

Avvertenza. vistoamericano.it è una risorsa informativa indipendente in lingua italiana. Non è un sito governativo, non è affiliato al Dipartimento di Stato USA, al CBP o all'USCIS, e non fornisce consulenza legale. Le regole su visti e immigrazione cambiano spesso: prima di prendere decisioni verifica sempre le informazioni sulle fonti ufficiali — travel.state.gov, esta.cbp.dhs.gov, uscis.gov — o rivolgiti a un avvocato abilitato in materia di immigrazione statunitense.

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