Espulsione accelerata: come funziona e che cosa ha deciso la corte d'appello nel giugno 2026
L'«expedited removal» consente di allontanare alcuni stranieri senza un'udienza davanti al giudice. Nel 2025 il governo l'ha estesa a tutto il territorio; il 23 giugno 2026 la Corte d'appello del Distretto di Columbia ha dato via libera. Che cosa prevede e chi riguarda.
Nel sistema americano la regola è che, prima di essere espulso, uno straniero possa difendersi davanti a un giudice dell'immigrazione. Esiste però una procedura più rapida, l'espulsione accelerata (expedited removal), che salta questo passaggio. Dal 2025 il suo raggio d'azione si è allargato in modo significativo. Il quadro generale delle espulsioni è in deportazioni ed espulsioni.
Che cosa prevede la legge
L'espulsione accelerata è stata introdotta nel 1996 ed è disciplinata dalla sezione 235(b)(1) della legge sull'immigrazione. Riguarda gli stranieri che non hanno documenti validi per l'ingresso o che li hanno ottenuti con frode. Per costoro un funzionario può emettere un ordine di allontanamento senza udienza, che diventa definitivo in tempi brevi. Chi dichiara di temere persecuzioni nel proprio Paese ha diritto a un colloquio per verificare un «timore credibile»; se lo supera, il caso passa al giudice.
La legge consente all'esecutivo di applicare la procedura anche agli stranieri che si trovano all'interno del Paese, purché non dimostrino di esservi presenti in modo continuativo da almeno due anni. Per molti anni, però, le amministrazioni l'hanno usata solo vicino alla frontiera e per ingressi recenti.
L'estensione del 2025
Nel gennaio 2025 il DHS ha deciso di applicare la procedura nella misura massima consentita dalla legge: in tutto il territorio e a chiunque non dimostri i due anni di presenza. L'organizzazione Make the Road New York ha fatto causa e, nell'agosto 2025, la giudice federale Jia Cobb ha sospeso l'estensione ritenendo inadeguate le garanzie procedurali.
La decisione del 23 giugno 2026
Il 23 giugno 2026 la Corte d'appello federale del Distretto di Columbia, con due voti contro uno, ha annullato la sospensione (sentenza nel caso 25-5320). L'opinione principale, del giudice Justin Walker, sostiene che il Congresso ha lasciato all'esecutivo la scelta di estendere la procedura fino al limite previsto dalla legge e che gli stranieri ricevono comunque avviso e possibilità di dimostrare i due anni di presenza. La giudice Neomi Rao ha concordato con il risultato con motivazioni proprie, mentre il giudice Robert Wilkins ha scritto un'opinione dissenziente. I ricorrenti hanno dichiarato di valutare i passi successivi.
Una parte della discussione riguarda quanto i giudici possano controllare queste scelte: la legge limita espressamente il riesame giudiziario di molte decisioni in materia, un tema analizzato in il limite al riesame delle decisioni discrezionali (in inglese).
Chi riguarda, in concreto
La procedura riguarda soprattutto chi è entrato senza controlli e non è in grado di dimostrare da quanto tempo vive negli Stati Uniti. Per gli italiani le situazioni da tenere presenti sono due:
- chi è entrato con l'ESTA aveva già rinunciato, con il Visa Waiver Program, al diritto a un'udienza salvo l'asilo, e in caso di overstay può essere allontanato rapidamente anche senza l'espulsione accelerata;
- chi vive negli Stati Uniti da tempo deve poter dimostrare la propria presenza e il proprio status: per questo contano i documenti da portare con sé, descritti in registrazione degli stranieri.
Il confronto con l'Italia
Anche il diritto italiano conosce procedure di allontanamento rapide e forme di trattenimento, con garanzie diverse. Per chi vuole confrontare i due sistemi, le regole italiane sono riassunte nella guida su espulsione e trattenimento. Il contesto delle operazioni dell'ICE nel 2026 è in l'ICE nel 2026.
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