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ESTA e social media: che cosa prevede la proposta della CBP e che cosa vale oggi

La CBP ha proposto di rendere obbligatori per l'ESTA i profili social degli ultimi cinque anni, una foto del volto e la sola app mobile. A che punto è la proposta, che cosa chiede oggi il modulo e come prepararsi senza allarmismi.

Chi prepara un viaggio negli Stati Uniti si è imbattuto, negli ultimi mesi, in titoli molto netti: «dal 2026 per l'ESTA bisogna consegnare i propri social». La realtà è più sfumata. Esiste una proposta formale della Customs and Border Protection (CBP), ma una proposta non è una regola in vigore, e fra le due ci sono passaggi amministrativi precisi. Questa pagina mette in fila che cosa è stato proposto, che cosa vale oggi e che cosa conviene fare. Per le basi sull'autorizzazione vedi la guida all'ESTA per gli Stati Uniti.

Che cosa ha proposto la CBP

Il 10 dicembre 2025 la CBP ha pubblicato nel Federal Register un avviso di 60 giorni sulla raccolta di informazioni dell'ESTA. Le modifiche annunciate sono quattro:

  • rendere obbligatoria l'indicazione dei social media usati negli ultimi cinque anni, oggi facoltativa;
  • chiedere dati aggiuntivi, come numeri di telefono e indirizzi email usati negli anni precedenti e più informazioni sui familiari;
  • richiedere una fotografia del volto separata, oltre all'immagine della pagina del passaporto;
  • spostare la presentazione delle nuove domande sulla sola app ESTA Mobile, lasciando il sito web come strumento informativo e di verifica dello stato.

La proposta si richiama all'ordine esecutivo 14161 del gennaio 2025 sui controlli di sicurezza degli stranieri. Va notato un dettaglio tecnico: non si tratta di un regolamento classico, ma di una richiesta di approvazione di un nuovo modulo ai sensi del Paperwork Reduction Act. Il testo, inoltre, non specifica che cosa si intenda esattamente per «social media», un punto criticato in diversi commenti pubblici.

A che punto è, davvero

Il periodo di commento si è chiuso il 9 febbraio 2026. La procedura prevede poi un secondo avviso di 30 giorni e l'approvazione dell'Office of Management and Budget: solo dopo la CBP può modificare il modulo e l'app. Il fact sheet dell'ambasciata USA in Francia descrive esattamente questi passaggi e conferma che il requisito non era in vigore. Un'analisi dell'American Institute of Physics di fine marzo 2026 arriva alla stessa conclusione.

Stato alla data di aggiornamento Alla data di questa pagina non abbiamo trovato la pubblicazione di una versione definitiva né un annuncio di entrata in vigore. Oggi il campo sui social nel modulo ESTA resta facoltativo. La situazione può cambiare rapidamente: prima di partire controlla le FAQ ufficiali dell'ESTA.

Per chi è già cambiato qualcosa

La verifica dei profili online non è una novità assoluta nel sistema americano. Per alcune categorie di visto — studenti e partecipanti a programmi di scambio (F, M, J) e lavoratori H-1B con i familiari H-4 — il Dipartimento di Stato chiede già di rendere visibili i propri profili per il controllo consolare. La differenza è che chi viaggia con l'ESTA non passa da un colloquio: per questo l'estensione al Visa Waiver Program riguarderebbe una platea molto più ampia, circa quaranta Paesi fra cui l'Italia. Le regole sui visti per studio sono riassunte in visto studenti F-1 e J-1.

Come prepararsi senza allarmismi

Non serve cancellare nulla né cambiare abitudini. Serve invece qualche accortezza pratica:

  • Coerenza. Le informazioni date all'ESTA, al controllo di frontiera e in eventuali domande future devono essere coerenti. Una dichiarazione falsa è molto più grave di un profilo poco curato: la legge americana punisce la falsa dichiarazione con l'inammissibilità.
  • Elenco pronto. Se la proposta diventerà definitiva, servirà ricostruire i nomi utente usati negli ultimi cinque anni, compresi quelli di account chiusi.
  • App ufficiale. Usa solo il sito e l'app ufficiali della CBP. Gli intermediari che promettono di «gestire i social» per l'ESTA vendono un servizio che non esiste.
  • Altri motivi di rifiuto. I controlli sui social si aggiungono a quelli che esistono già, per esempio sui precedenti penali.

Sul versante europeo, i diritti sui propri dati personali restano quelli del regolamento generale sulla protezione dei dati: per un quadro in italiano vedi questa guida su privacy e GDPR. Va però tenuto presente che, quando i dati vengono consegnati volontariamente a un'autorità statunitense per ottenere un'autorizzazione di viaggio, si applicano le regole di quell'ordinamento.

Che cosa significa per un turista italiano oggi

In pratica, per ora non cambia nulla: l'ESTA costa 40 dollari, si chiede sul sito o sull'app ufficiale e il campo sui social è facoltativo. Il consiglio resta quello di sempre: chiederla con qualche giorno di anticipo e controllare che i dati del passaporto siano corretti. Per il clima generale ai controlli di frontiera vedi viaggiare negli USA durante la stretta migratoria.

Domande frequenti

Oggi devo indicare i miei social nella domanda ESTA?
No. Alla data di aggiornamento il campo è facoltativo. La CBP ha proposto di renderlo obbligatorio, ma la proposta non risulta ancora entrata in vigore.
Dovrò rendere pubblici i miei profili?
La proposta parla di indicare i social degli ultimi cinque anni, senza chiarire se servirà anche renderli visibili. Per alcuni visti (F, M, J, H-1B, H-4) il Dipartimento di Stato chiede già di renderli pubblici; per l'ESTA non esiste ancora un obbligo.
Il sito web dell'ESTA verrà chiuso?
La proposta prevede che le nuove domande si presentino solo con l'app ESTA Mobile, mantenendo il sito per informazioni e verifica dello stato. Anche questa parte non risulta ancora in vigore.
Un profilo social può far negare l'ESTA?
La decisione resta discrezionale e si basa su tutte le informazioni disponibili. Ciò che crea più problemi è una dichiarazione non veritiera.

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