Colloquio consolare per il visto USA: fine del «dropbox» e domanda nel Paese di residenza
Dal settembre 2025 quasi tutti i richiedenti di visto devono presentarsi di persona al consolato e fare domanda nel Paese di cittadinanza o di residenza. Che cosa cambia per chi vive in Italia, come prepararsi e che cosa succede se la pratica si blocca.
Chi ha chiesto un visto americano prima del 2025 ricorda forse il dropbox: per molti rinnovi bastava consegnare i documenti, senza colloquio. Quel sistema è stato quasi del tutto smantellato. Dal settembre 2025 il colloquio di persona è tornato la regola e la domanda va presentata nel proprio Paese di cittadinanza o di residenza. Per chi vive in Italia significa programmare con più anticipo. Il quadro dei tipi di visto è nella guida al visto USA.
Che cosa è cambiato il 2 settembre 2025
Con l'aggiornamento del 25 luglio 2025, poi sostituito da una versione del 18 settembre 2025, il Dipartimento di Stato ha stabilito che dal 2 settembre 2025 tutti i richiedenti di visto non-immigrante, compresi i minori di 14 anni e le persone oltre i 79, devono in generale sostenere un colloquio di persona. Le eccezioni rimaste sono poche:
- i visti diplomatici e ufficiali e alcune categorie assimilate;
- il rinnovo di un visto B1, B2 o B1/B2 a validità piena, entro 12 mesi dalla scadenza del precedente, se il richiedente aveva almeno 18 anni al momento del rilascio.
Anche per questa seconda eccezione servono altre condizioni: fare domanda nel Paese di cittadinanza o di residenza, non avere mai avuto un rifiuto non superato e non presentare cause apparenti di inammissibilità. In ogni caso il funzionario può sempre chiedere il colloquio.
In pratica, chi rinnova un visto di lavoro o di studio — H, L, F, J — non può più contare sulla procedura senza colloquio.
Domanda nel Paese di cittadinanza o di residenza
Dal 6 settembre 2025 chi chiede un visto non-immigrante deve presentare domanda presso un'ambasciata o un consolato del Paese di cui è cittadino o in cui risiede legalmente. È finita la pratica di cercare un consolato in un Paese terzo con tempi d'attesa più brevi. Per i visti immigrante una regola analoga sulla sede del colloquio si applica dal 1° novembre 2025.
Per un cittadino italiano residente in Italia cambia poco sul piano della sede, ma molto sulla flessibilità: chi vive per lavoro in un altro Paese europeo, per esempio, deve verificare di avere lì una residenza legale riconosciuta. Gli indirizzi e le istruzioni aggiornate sono sul sito dell'ambasciata USA in Italia.
Come prepararsi al colloquio
Le regole di base non sono cambiate, ma pesano di più ora che quasi tutti passano dal colloquio:
- DS-160 accurato. Il modulo online è la base del colloquio: errori o incoerenze emergono subito.
- Documenti del motivo del viaggio. Lettera del datore di lavoro, iscrizione universitaria, prove dei legami con l'Italia per i visti turistici.
- Appuntamenti. Gli appuntamenti mancati o spostati più volte possono comportare il pagamento di una nuova tariffa: conviene scegliere una data sicura.
- Costi. Alla tariffa del visto si potrebbe aggiungere la Visa Integrity Fee, la cui riscossione però non è uniforme.
Se la pratica resta ferma: il 221(g)
Capita che alla fine del colloquio il funzionario consegni un foglio che rimanda alla sezione 221(g): la domanda non è respinta, ma serve un approfondimento, il cosiddetto administrative processing. Può durare settimane o molti mesi, senza una scadenza prestabilita.
Va detto con chiarezza che le decisioni consolari sono in larga misura sottratte al controllo dei giudici: la Corte Suprema lo ha ribadito nel 2024 nel caso Department of State v. Muñoz, analizzato in questa scheda sulla non reviewability consolare (in inglese). Diverso è il caso in cui l'amministrazione non decide affatto: quando l'administrative processing si protrae in modo irragionevole, alcuni tribunali hanno ammesso cause per ottenere una decisione, come spiegato in mandamus e pratiche consolari (in inglese).
Un'avvertenza per chi ha doppia cittadinanza
Le restrizioni introdotte dal 2025 per alcune nazionalità — il travel ban e la pausa dei visti immigrante — non riguardano i cittadini italiani. Chi però possiede anche la cittadinanza di uno dei Paesi interessati deve verificare con attenzione quale passaporto usare: i dettagli sono in travel ban e pausa dei visti. Chi viaggia per turismo con il solo passaporto italiano continua invece a usare l'ESTA.
Il giorno del colloquio
Qualche indicazione pratica aiuta a evitare problemi evitabili:
- arrivare con la conferma dell'appuntamento e la pagina di conferma del DS-160;
- portare passaporto valido, fotografia se richiesta e documenti originali a sostegno del motivo del viaggio;
- verificare in anticipo quali oggetti non sono ammessi negli uffici consolari;
- rispondere in modo breve e preciso, senza aggiungere informazioni non richieste ma senza omettere nulla.
Domande frequenti
Devo fare il colloquio anche per mio figlio di 8 anni?
Posso fare domanda in un consolato di un altro Paese europeo?
Il 221(g) significa che il visto è stato rifiutato?
Esiste ancora il dropbox?
Posso portare documenti in italiano?
Quanto tempo ci vuole per ricevere il passaporto con il visto?
Nota di trasparenza: vistoamericano.it collabora con i siti mandamus.com, n600k.com, cittadinanza.com e avvocato.co, ai quali rimandano alcuni collegamenti di questa pagina. I collegamenti verso le fonti ufficiali sono indicati come tali. Dettagli sulla collaborazione.