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Mandare soldi in Italia dagli USA: la tassa dell'1% sulle rimesse in contanti

Dal 1° gennaio 2026 negli Stati Uniti si paga un'imposta dell'1% sui trasferimenti di denaro verso l'estero finanziati in contanti o con strumenti simili. Chi la paga, quali trasferimenti sono esclusi e perché il bonifico dal conto non è toccato.

Fra le misure della legge di bilancio americana del luglio 2025 ce n'è una che riguarda direttamente chi vive negli Stati Uniti e manda denaro alla famiglia in Italia: un'imposta dell'1% su alcune rimesse. Il nome fa pensare a una tassa generalizzata su chiunque invii soldi all'estero; in realtà il campo di applicazione è più stretto. Il quadro generale della vita economica negli USA è in vivere in America.

Che cosa prevede la norma

La legge ha introdotto nel codice fiscale federale la sezione 4475, che applica un'imposta dell'1% sui trasferimenti di denaro inviati dagli Stati Uniti verso destinatari all'estero, effettuati dal 1° gennaio 2026. L'imposta non dipende dalla cittadinanza di chi invia: vale per cittadini americani, residenti e stranieri allo stesso modo.

Quali trasferimenti sono colpiti

L'elemento decisivo è come viene pagato il trasferimento. L'imposta si applica quando chi invia consegna al servizio di trasferimento:

  • contanti;
  • un vaglia (money order);
  • un assegno circolare (cashier's check) o uno strumento fisico simile.

Il caso tipico è quello di chi si presenta allo sportello di un servizio di money transfer con le banconote. Su un invio di 1.000 dollari in contanti l'imposta è di 10 dollari.

Quali trasferimenti non sono colpiti

Restano esclusi, in base alla norma, i trasferimenti finanziati:

  • con fondi prelevati da un conto presso un istituto finanziario soggetto alle regole antiriciclaggio americane: il classico bonifico dal proprio conto;
  • con una carta di debito o di credito emessa negli Stati Uniti.

Per un italiano che lavora negli Stati Uniti con un conto in banca e manda denaro a casa con un bonifico, nella maggior parte dei casi l'imposta non si applica.

Chi la riscuote

Il soggetto passivo è chi invia il denaro, ma l'imposta viene riscossa dal fornitore del servizio al momento del trasferimento e versata al fisco federale con la dichiarazione trimestrale sulle accise, il modulo 720. L'IRS ha pubblicato una prima indicazione operativa con la Notice 2025-55, che prevede un regime di tolleranza sulle sanzioni per i fornitori nei primi tre trimestri del 2026. Secondo le sintesi degli specialisti, il 10 aprile 2026 sono stati pubblicati regolamenti proposti che chiariscono i casi coperti.

Che cosa fare in pratica

  • Preferire il bonifico dal proprio conto bancario americano, che oltre a evitare l'imposta lascia una traccia documentale.
  • Conservare le ricevute dei trasferimenti, indicando come sono stati finanziati.
  • Diffidare di chi propone di frazionare o «aggirare» l'imposta: la norma contiene regole contro le triangolazioni.

Sul lato italiano, le regole su bonifici esteri, commissioni e tutela del consumatore sono riassunte nella guida su banche, consumatori e assicurazioni.

La rimessa è solo un pezzo del quadro fiscale

L'imposta dell'1% è un dettaglio rispetto alle questioni fiscali di fondo di chi vive fra due Paesi: dove si pagano le tasse, come dichiarare i conti italiani, che cosa succede ai contributi. Un confronto generale è in tassazione di italiani e americani all'estero e in pensioni, tasse ed eredità tra Italia e USA. Il contesto politico della misura è in le politiche migratorie dell'amministrazione Trump.

Esempi pratici

Tre situazioni tipiche aiutano a capire dove passa il confine:

  • Bonifico dal conto. Un ricercatore italiano a Boston manda 500 dollari al mese ai genitori con un bonifico internazionale dal proprio conto in una banca americana. Il trasferimento è finanziato da un conto presso un istituto finanziario: in base alla norma, l'imposta non si applica.
  • Contanti allo sportello. Un lavoratore stagionale porta 800 dollari in contanti a un'agenzia di money transfer per inviarli in Italia. È il caso tipico coperto dalla norma: l'1% corrisponde a 8 dollari, riscossi dall'agenzia.
  • App con carta. Chi usa un'app di trasferimento pagando con una carta di debito emessa negli Stati Uniti rientra fra gli strumenti esclusi.

In caso di dubbio sulla modalità di finanziamento, la ricevuta del fornitore indica di solito se l'imposta è stata applicata.

Domande frequenti

Se faccio un bonifico dal mio conto americano verso l'Italia pago l'1%?
In base alla norma no: i trasferimenti finanziati da un conto presso un istituto finanziario soggetto alle regole americane sono esclusi.
La tassa vale solo per gli immigrati?
No. Dipende dal modo di pagamento del trasferimento, non dalla cittadinanza di chi invia.
Chi versa l'imposta all'IRS?
Il fornitore del servizio di trasferimento, che la riscuote da chi invia al momento dell'operazione.
Pagare con carta di credito evita l'imposta?
Le carte di debito e di credito emesse negli Stati Uniti sono fra gli strumenti esclusi dalla norma.
La tassa si applica anche ai trasferimenti verso conti italiani intestati a me?
La norma guarda alla modalità con cui il trasferimento viene finanziato, non al destinatario. Un trasferimento pagato in contanti rientra nell'imposta anche se il conto di arrivo è intestato a chi invia.
Ci sono soglie minime?
La norma non prevede una soglia di esenzione legata all'importo: conta la modalità di pagamento.

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