Green card dagli USA dopo il memo USCIS del 21 maggio 2026: l'adjustment of status diventa «eccezionale»
Con il memo PM-602-0199 USCIS ha chiesto ai funzionari di trattare l'adjustment of status come un beneficio discrezionale ed eccezionale. Che cosa dice davvero il documento, chi rischia di più e perché riguarda chi entra con l'ESTA e poi si sposa negli USA.
L'adjustment of status è la procedura con cui chi si trova già negli Stati Uniti chiede la green card senza tornare al consolato del proprio Paese, con il modulo I-485. Per molti italiani è il passaggio naturale dopo un matrimonio con un cittadino americano o dopo un periodo di lavoro con un visto temporaneo. Nel maggio 2026 USCIS ha pubblicato un memo che ne cambia il clima. Per i tempi della petizione familiare collegata vedi tempi I-130 per il coniuge.
Che cosa dice il memo
Il memo PM-602-0199, datato 21 maggio 2026, già nel titolo definisce l'adjustment of status una questione di discrezionalità e di «grazia amministrativa» e un rimedio straordinario che consente di evitare la procedura consolare ordinaria. In sostanza chiede ai funzionari di:
- non dare per scontata l'approvazione quando i requisiti formali sono soddisfatti;
- pesare in modo esplicito i fattori positivi e negativi del singolo caso;
- considerare come fattori negativi rilevanti le violazioni dello status, la permanenza oltre il periodo autorizzato, il lavoro non autorizzato e i comportamenti incoerenti con lo scopo dell'ingresso;
- motivare per iscritto, in caso di diniego discrezionale, perché i fattori negativi prevalgono.
Una nota del memo precisa che mantenere uno status regolare in una categoria a «doppia intenzione» non basta, da solo, a giustificare una decisione favorevole. Il documento richiama anche un precedente del 1974, Matter of Blas, secondo cui in presenza di fattori negativi gravi possono servire meriti «insoliti o eccezionali».
Che cosa non dice
Il memo non cambia la legge: la sezione 245 resta in vigore e chi ha i requisiti può ancora presentare l'I-485. Non introduce un divieto per categorie e non obbliga nessuno a lasciare il Paese per il colloquio consolare. Secondo resoconti di studi legali, dopo le prime reazioni il DHS ha chiarito che la maggior parte dei richiedenti può continuare a usare la procedura interna. Resta però un segnale chiaro sull'atteggiamento con cui le pratiche verranno esaminate.
Chi rischia di più: il caso ESTA più matrimonio
Il profilo più esposto, fra i lettori italiani, è quello di chi entra negli Stati Uniti con l'ESTA o con un visto turistico e, durante il soggiorno, sposa un cittadino americano e chiede la green card dall'interno. La legge consente in alcuni casi questa strada ai familiari stretti dei cittadini, ma il memo indica proprio l'uso di un ingresso temporaneo con l'intenzione di restare come elemento da valutare con attenzione. Se poi si è superato il periodo autorizzato, l'overstay diventa un fattore negativo esplicito.
La strada più prudente per una coppia che pianifica il trasferimento resta quella consolare, descritta in sposare un cittadino americano: K-1, K-3 o visto immigrante.
Che cosa conviene fare se la domanda è già presentata
- Documentare i fattori positivi. Legami familiari, lavoro regolare, tasse pagate, assenza di precedenti: il memo chiede che vengano pesati, quindi vanno dimostrati.
- Mantenere lo status. Chi ha uno status valido dovrebbe evitare di lasciarlo scadere mentre la domanda è pendente.
- Prepararsi al colloquio. Le domande sullo scopo dell'ingresso iniziale saranno probabilmente più frequenti.
Un'analisi tecnica del memo e dei possibili rimedi è in questa scheda sul memo sulla discrezionalità (in inglese); per le pratiche I-485 ferme da tempo vedi adjustment of status e ritardi (in inglese), e per l'autorizzazione al lavoro collegata la scheda sull'I-765 (in inglese). Il memo sostiene inoltre che le valutazioni discrezionali di USCIS su questa materia sfuggano in larga parte al controllo dei giudici: un tema spiegato in quando USCIS non decide.
Per chi è già residente permanente, infine, la tappa successiva è la cittadinanza: le differenze concrete fra i due status sono riassunte in green card o cittadinanza.
Una lista di controllo dei fattori positivi
Il memo chiede di pesare i fattori positivi: conviene documentarli in modo ordinato. Fra quelli più comuni:
- matrimonio o legami familiari stretti con cittadini e residenti;
- lavoro regolare e contributi fiscali documentati;
- assenza di precedenti penali e di violazioni dello status;
- studi completati negli Stati Uniti;
- partecipazione alla vita della comunità;
- circostanze che renderebbero gravoso il rientro nel Paese d'origine per completare la procedura consolare.
Allo stesso modo, è utile essere pronti a spiegare con documenti lo scopo dell'ingresso iniziale e la cronologia delle scelte successive.
Domande frequenti
Il memo vieta l'adjustment of status a chi è entrato con l'ESTA?
Il memo vale anche per le domande già presentate?
Un diniego discrezionale si può impugnare?
Conviene fare il colloquio consolare in Italia?
Il memo riguarda anche le green card per lavoro?
Cambia qualcosa per chi è già residente permanente?
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