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Fee da 100.000 dollari sull'H-1B: dopo l'appello resta sospesa

Un tribunale federale ha annullato la tassa introdotta nel settembre 2025 e la Corte d'appello ha rifiutato di congelare la decisione: ad agosto 2026 USCIS non può riscuoterla. Ma l'appello è ancora pendente.

Chi sta valutando un percorso di lavoro qualificato negli Stati Uniti si è trovato davanti, negli ultimi mesi, a informazioni contraddittorie sulla tassa da 100.000 dollari applicata alle nuove petizioni H-1B. La confusione è comprensibile: nell’arco di sei settimane la misura è stata annullata, poi di nuovo esigibile, poi di nuovo sospesa. Ecco il quadro aggiornato.

Come si è arrivati qui

Il 19 settembre 2025 una proclamazione presidenziale ha imposto una tassa di 100.000 dollari sulle nuove petizioni H-1B presentate per lavoratori che si trovano fuori dagli Stati Uniti. La misura ha avuto un impatto immediato sulle scelte delle aziende, in particolare nel settore tecnologico, dove l’H-1B è il canale principale per assumere professionisti stranieri.

L’8 giugno 2026 il giudice federale Leo Sorokin, del tribunale distrettuale del Massachusetts, l’ha annullata. Il ragionamento è netto: quella non era una restrizione all’immigrazione, materia su cui il Presidente ha ampi poteri, ma una tassa — e istituire tasse spetta al Congresso, non all’esecutivo. La sentenza ha rilevato inoltre che l’attuazione della misura aveva violato le regole procedurali dell’Administrative Procedure Act.

Le sei settimane di incertezza

Il 12 giugno il governo ha impugnato la decisione davanti alla Corte d’appello del Primo Circuito, ottenendo nel frattempo una sospensione temporanea della sentenza. Risultato: per alcune settimane, fra il 12 giugno e il 24 luglio 2026, la tassa è tornata esigibile. È il periodo in cui si è generata gran parte della confusione tuttora in circolazione.

Poi la sospensione è scaduta e la Corte d’appello ha rifiutato di congelare la sentenza di primo grado, ritenendo che il governo non avesse dimostrato una ragionevole probabilità di vittoria nel merito.

La situazione ad agosto 2026 La tassa da 100.000 dollari non è in vigore e USCIS non può applicarla alle petizioni H-1B. L’appello davanti al Primo Circuito è però ancora pendente: una decisione futura potrebbe cambiare di nuovo il quadro.

Cosa significa in pratica

Per chi sta pianificando una pratica H-1B il messaggio è duplice. Da un lato il costo straordinario introdotto nel 2025 oggi non si paga. Dall’altro non è prudente costruire un piano pluriennale sul presupposto che non tornerà: la vicenda ha già cambiato direzione tre volte in meno di un anno.

Restano intatti, in ogni caso, i limiti strutturali dell’H-1B, che non dipendono da questa vicenda: il tetto annuale, il sorteggio e la necessità di un datore di lavoro statunitense disposto a sponsorizzare. Nemmeno un’azienda pronta a pagare qualunque cifra può garantire l’esito dell’estrazione. È la ragione per cui molti percorsi realistici passano da categorie senza tetto numerico — L-1, O-1, E-2 — oppure dallo studio con successivo OPT.

Il quadro completo dei visti di lavoro, con i costi aggiornati, è nella guida su come lavorare negli Stati Uniti.

Avvertenza. vistoamericano.it è una risorsa informativa indipendente in lingua italiana. Non è un sito governativo, non è affiliato al Dipartimento di Stato USA, al CBP o all'USCIS, e non fornisce consulenza legale. Le regole su visti e immigrazione cambiano spesso: prima di prendere decisioni verifica sempre le informazioni sulle fonti ufficiali — travel.state.gov, esta.cbp.dhs.gov, uscis.gov — o rivolgiti a un avvocato abilitato in materia di immigrazione statunitense.

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