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Visti USA

Articoli e guide sui visti per gli Stati Uniti: quando l’ESTA non basta, quali categorie esistono, come funziona la procedura consolare e quanto costa davvero.

Quando serve un visto e come si ottiene

La regola pratica è semplice: turismo, affari o transito fino a 90 giorni si risolvono con l’ESTA. Tutto il resto — studiare, lavorare, fare un tirocinio retribuito, restare oltre i 90 giorni o trasferirsi — richiede un visto.

I visti si dividono in due grandi famiglie: quelli non-immigrante, temporanei e legati a uno scopo preciso (B-1/B-2, F-1 per lo studio, H-1B, L-1, O-1, E-2 per il lavoro e l’investimento), e quelli immigrante, che portano alla green card. La procedura per i primi passa dal modulo DS-160, dal pagamento della MRV fee e, quasi sempre, da un colloquio in Ambasciata o Consolato.

Sul fronte dei costi, la novità più discussa è la Visa Integrity Fee da 250 dollari: prevista dalla legge dal 1° ottobre 2025, è indicizzata all’inflazione e a metà 2026 non era ancora riscossa in modo uniforme dai consolati. Come sempre, l’unico importo affidabile è quello indicato dal consolato al momento della domanda.

Un punto che vale per tutti: un visto valido non garantisce l’ingresso. L’ammissione la decide l’ufficiale CBP alla frontiera.

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