Lavorare negli USA
Articoli sul lavoro negli Stati Uniti: perché serve sempre un’autorizzazione, quali visti esistono, quanto costano e che fine ha fatto la tassa da 100.000 dollari sull’H-1B.
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Lavorare negli Stati Uniti: visti di lavoro e come trovare lavoro da italiano
Come si lavora legalmente negli USA da italiani: l'autorizzazione al lavoro, i principali visti (H-1B, L-1, O-1, E-2), la sponsorizzazione del datore e i passi per trovare un impiego.
Il nodo è la sponsorizzazione, non il posto di lavoro
Per lavorare negli Stati Uniti serve un’autorizzazione al lavoro, e non la si ottiene semplicemente trovando un impiego. Con l’ESTA o un visto turistico non si può lavorare, nemmeno da remoto per un datore americano durante un soggiorno breve. La maggior parte dei visti richiede uno sponsor: un’azienda statunitense che ti assume e avvia la pratica.
Le categorie principali sono H-1B (professioni specializzate, con tetto annuale e sorteggio), L-1 (trasferimento interno a una multinazionale), O-1 (capacità straordinarie, senza tetto numerico) ed E-2 (investitori, e l’Italia ha il trattato). Diversi di questi percorsi possono poi evolvere in residenza permanente attraverso le categorie employment-based.
Sulla tassa da 100.000 dollari introdotta nel settembre 2025 sulle nuove petizioni H-1B circolano informazioni contraddittorie, ed è comprensibile: la misura è stata annullata da un tribunale federale l’8 giugno 2026, è tornata brevemente esigibile fino al 24 luglio 2026, e oggi non è in vigore. L’appello resta però pendente, quindi non è una partita chiusa.