Lavorare negli USA
Articoli sul lavoro negli Stati Uniti: perché serve sempre un’autorizzazione, quali visti esistono, quanto costano e che fine ha fatto la tassa da 100.000 dollari sull’H-1B.
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Lavorare negli Stati Uniti: visti di lavoro e come trovare lavoro da italiano
Come si lavora davvero negli Stati Uniti da italiani: perché serve uno sponsor, i visti H-1B, L-1, O-1 ed E-2, quanto costano oggi e che fine ha fatto la tassa da 100.000 dollari sull'H-1B.
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Fee da 100.000 dollari sull'H-1B: dopo l'appello resta sospesa
Un tribunale federale ha annullato la tassa introdotta nel settembre 2025 e la Corte d'appello ha rifiutato di congelare la decisione: ad agosto 2026 USCIS non può riscuoterla. Ma l'appello è ancora pendente.
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Lotteria H-1B ponderata per salario: come funziona dal 2026
Dal ciclo FY 2027 la selezione H-1B non è più un sorteggio puro: le registrazioni con stipendi più alti entrano nell'urna più volte. Che cosa prevede la regola del DHS, che cosa cambia per i neolaureati e come si incrocia con la fee da 100.000 dollari.
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Talento e merito: visto O-1, green card EB-1A ed EB-2 NIW per professionisti italiani
Ricercatori, imprenditori, artisti, sportivi e professionisti con risultati documentabili hanno strade senza lotteria: il visto temporaneo O-1 e le green card EB-1A ed EB-2 con National Interest Waiver. Requisiti, differenze e prove da raccogliere.
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Lavorare dall'Italia per clienti americani: visti, contratti e il modulo W-8BEN
Freelance, consulenti e creativi che lavorano dall'Italia per committenti negli Stati Uniti: quando serve un visto e quando no, che cosa si può fare durante un viaggio d'affari con l'ESTA, il modulo fiscale W-8BEN e le clausole di contratto da non trascurare.
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H-1B: la fee da 100.000 dollari prorogata fino al 2027, ma resta bloccata dai giudici
Il 18 settembre 2026 una nuova proclamazione ha esteso di un anno la tassa sulle nuove petizioni H-1B, che però un tribunale federale ha annullato a giugno. Insieme è arrivato un ordine esecutivo che chiede di considerare i licenziamenti dei datori di lavoro.
Il nodo è la sponsorizzazione, non il posto di lavoro
Per lavorare negli Stati Uniti serve un’autorizzazione al lavoro, e non la si ottiene semplicemente trovando un impiego. Con l’ESTA o un visto turistico non si può lavorare, nemmeno da remoto per un datore americano durante un soggiorno breve. La maggior parte dei visti richiede uno sponsor: un’azienda statunitense che ti assume e avvia la pratica.
Le categorie principali sono H-1B (professioni specializzate, con tetto annuale e sorteggio), L-1 (trasferimento interno a una multinazionale), O-1 (capacità straordinarie, senza tetto numerico) ed E-2 (investitori, e l’Italia ha il trattato). Diversi di questi percorsi possono poi evolvere in residenza permanente attraverso le categorie employment-based.
Sulla tassa da 100.000 dollari introdotta nel settembre 2025 sulle nuove petizioni H-1B circolano informazioni contraddittorie, ed è comprensibile: la misura è stata annullata da un tribunale federale l’8 giugno 2026, è tornata brevemente esigibile fino al 24 luglio 2026, e oggi non è in vigore. L’appello resta però pendente, quindi non è una partita chiusa.